Il lago di Como ha una caratteristica forma a Y capovolta, nella quale č facile riconoscere un ramo principale (ramo di Colico),
che, biforcandosi all'altezza della punta di Bellagio, forma il ramo di Como in direzione sud-ovest e il ramo di Lecco in direzione sud-est,
sovrastato dal massiccio delle Grigne.
Con una superficie di 146 chilometri quadrati si colloca al terzo posto, per estensione, fra i laghi italiani,
dopo quello di Garda (370 km quadrati) e il Maggiore (212 km quadrati);
primo č, invece, per la profonditā massima, che raggiunge i 410 metri tra Nesso e Argegno, come anche per gli oltre 170 chilometri di sviluppo costiero,
conseguenza della tormentata morfologia del bacino.
Nel punto in cui i tre laghi si incontrano (il cosiddetto centro lago) raggiunge la larghezza massima di 4.3 chilometri,
mentre la minima (solo 650 m) la si misura nel ramo di Como tra Caerno e Torriggia.
Adda e Mera sono i suoi principali immissari. Molto breve e spesso impetuoso č il tragitto
compiuto dagli altri corsi d'acqua che confluiscono nel lago di Como, come i torrenti Pioverna, Varrone, Liro e Albano,
che talvolta hanno dato luogo a gole incassate e scoscese chiamate Orridi, come accade a Bellano e a Nesso.
Unico emissario del lago č l'Adda, che, uscendone a Lecco, forma i laghetti di Garlate e di Olginate prima di raggiungere la pianura e confluire nel Po nei pressi di Cremona.
I monti cingono il bacino lacustre e raggiungono nei 2609 metri del monte Legnone la massima elevazione.
Oltre alle Grigne, di forte richiamo turistico per le molte opportunitā offerte alla pratica dell'escursionismo sono i rilievi del triangolo montuoso
(Triangolo lariano) tra i due rami di Lecco e Como, culminante nel monte San Primo (1685 m).